22/02/17

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Investire in agricoltura conviene?

Conviene investire soldi in agricoltura? La storia è testimone di quante volte i periodi di crisi si siano trasformati in trampolini di lancio di idee e innovazioni talmente importanti da rappresentare punti di svolta fondamentali nel gettare le basi di un futuro capace di superare le inadeguatezze causa del dissesto – allo stesso tempo, però, è anche testimone di come spesse volte uno sguardo e un ritorno al passato abbiano saputo ripercorrere e rivedere in chiave moderna le esperienze di un passato concreto e di valore: il settore agricolo, nonostante la modernizzazione del lavoro, resta una fonte di occupazione importante.
Negli ultimi anni infatti l’agricoltura è stata praticata anche da molti giovani, perché essa permette di lavorare all’estero anche a chi non ha una conoscenza perfetta della lingua straniera. Naturalmente la paga varia a seconda del tipo di prodotto raccolto, della difficoltà della raccolta stessa e del paese in cui si lavora. Quando si vuole far parte di un settore come quello agricolo, è importantissimo conoscere tutte le normative, o almeno quelle più importanti che interessano il nostro specifico lavoro.

Parola all’esperto: le ultime normative approvate modificano il concetto di agricolo, in funzione dell’attività svolte da dall’imprenditore. 

Praticamente l’agricoltore viene definito come un soggetto capace di svolgere più attività tra loro connesse come l’agriturismo, l’allevamento equino, il coltivazione di funghi e l’acquacoltura
Questa nuova figura di agricoltore viene ufficialmente definita IAP, acronimo che sta a significare “Imprenditore Agricolo Professionale”. 
L’imprenditore deve occuparsi dell’agricoltura direttamente o in qualità di socio di società e deve dedicare almeno il 50% del suo lavoro complessivo e dalle medesime attività guadagna almeno il 50% del proprio reddito globale. Inoltre troviamo moltissime altre normative che riguardano i soggetti “deboli” o a rischio di marginalizzazione. Infatti la legge assicura all’individuo pari opportunità, indipendentemente dalle difficoltà sociali e dalle condizioni di inadeguatezza di reddito. Le legge ha anche il compito di aiutare le persone disabili, facendo in modo che non ci siano differenze di opportunità.
La legge stabilisce che la cooperativa sociale è un impressa privata finalizzata al bene generale della comunità e più precisamente l’agricoltura è una cooperativa sociale di tipo B ed è fiscalmente agevolata nel caso in cui la cooperativa permette l’occupazione di persone svantaggiate. Tutte queste normative che ho ora elencato riguardano una sola sfera delle leggi riguardanti il settore agricolo, e questa sfera è denominata “Politiche Sociali”. 
Le “Politiche Sanitarie” invece riguardano la cura e la salute dell’individuo e si focalizzano sul diritto alla salute. Le normative principali, legate al settore agricolo, sono due:
  • - la prima normativa stabilisce i servizi uniformi di assistenza, definiti dal Piano Sanitario Nazionale, rispetta la dignità dell’individuo e l’equità per quanto riguarda l’accesso all’assistenza e alle cure mediche.
  • - nella seconda importante normativa si spiega come i lavoratori possano richiedere prestazione sanitarie sulla base di propri progetti personalizzati. La definizione di “progetti personalizzati” viene definita dalla stessa Regione che si cura di concedere o meno la prestazione sanitaria.


Nella Costituzione oltre che queste due sfere anche quella definita “Politiche Complementari” riguarda in parte il settore agricolo. Dal momento che la legge considera i detenuti come soggetti svantaggiati, sono consentite le attività imprenditoriali all’interno delle carceri, e queste attività sono fiscalmente agevolate. Tali vantaggi riguardano anche le aziende esterne che però forniscono lavoro a detenuti ammessi al lavoro esterno. Infine una delle normative più importanti riguarda le “Disposizioni in materia di gestione e di destinazione di beni sequestrati o confiscati”. Difatti con la legge del 7 Marzo 1996 la normativa precedente che non prevedeva il riutilizzo di beni confiscati dalla mafia, fu sbloccata, apportando notevoli modifiche. Una volta avvenuto il sequestro, spetta al Comune il compito di concedere il sito a titolo gratuito a comunità o ad organizzazioni di volontariato, oppure di vendere o affittare tali beni.



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